Fragilità apparente

Fragilità apparente (Poesia inedita di Dascia Galli – 28 fabbraio 2013)

Ti ho visto farfalla
posata al margine dell’asfalto
spiccavi chiara tra i granelli neri.

D’un tratto il vento
sfiorò il tuo manto
accarezzandoti come se fossi polvere.

Allungai la mano
per raccoglierti da terra
ma già avevi spiccato il volo
nel prato verde oltre il muro della siepe.

Oh, dove sei farfalla?
Lascia che io veda da vicino le tue dolci sfumature
nascoste sotto il chiaro delle ali
che ti hanno reso così forte.

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Il fattore emozionale H

Non è sfortuna ma colpa del fattore emozionale H!
Il fattore emozionale H è determinante sul risultato di una prestazione sportiva ma anche nella vita quotidiana.
Se la paura di deludere l’aspettativa di un risultato fosse uguale alla fiducia nelle proprie capacità il fattore emozionale H non inciderebbe sul risultato della propria prestazione.
Ma quando la paura supera la fiducia nelle proprie capacità anche quello che normalmente sappiamo fare ci risulta diventare impossibile, così come la persona con una grande autostima rende al meglio e di più delle proprie potenzialità e sembra sempre essere vincente.
Perciò se ci pensate perchè buttare via una sfida o una gara solo per paura di noi stessi? Cerchiamo invece di rendere almeno neutro questo fattore emozionale H se proprio non riusciamo a farlo risultare a noi favorevole per renderci vincenti!

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Quando ero bambina

Quando ero bambina (Poesia inedita di Dascia Galli – 28 gennaio 2013)

 
Quando ero bambina
c’erano figure definite
il poliziotto, il ladro, l’uomo nero,
quest’ultimo era quello
del quale avevo più paura
anche se non ne avevo mai
incontrato uno.

Quando ero bambina
stavo alla finestra
a contare le macchine
dai colori strani,
e dall’alto del mio palazzo di periferia
nel cielo azzurro
sopra i tetti rossi della case
le mille rondini in volo
superavano alla grande
il numero delle automobili contate.

Quando ero bambina
pensavo che i grandi
non avessero mai paura,
così bravi nel sapere
così abili nel comandare
così pronti a dirti cosa fare
e come migliorare
per questa nostra bella società..
così sicuri di sé
no, non potevano avere paura.

Quando ero bambina
ero convinta che da grande
tutto quello che doveva
essere ancora sistemato
l’avrei trovato al posto giusto:
un mondo perfetto,
dove anche i farmaci
avrebbero fatto miracoli,
dove ogni persona
avrebbe fatto il lavoro desiderato,
dove ognuno sarebbe stato felice
di ciò che aveva,
dove l’amore per la vita
di ogni essere o animale
avrebbe prevalso sull’egoismo umano
e si sarebbe potuto vivere in armonia
di intenti e di colori.

Un mondo senza corrotti e corruttori
dove i confini tra il bene e il male
sarebbero stati tangibili e non mescolabili.

D’un tratto m’accorgo
che vorrei tornare bambina
con le mie paure
con la mia ingenuità,
perché il mondo dei grandi
fa molto più paura dell’uomo nero,
e perché nel mio mondo di allora
balene, leoni ed elefanti
non erano in pericolo di estinzione
e c’erano ancora terre da scoprire.

Perché la libertà
non è quella conquistata dai nostri padri
ma è l’eredità che vorremmo
lasciare ai nostri figli
con amore e per amore
di un mondo ormai senza più stagioni.

Perché non vorrei raccontare
solo dei miei sogni infranti
ma trasmettere la forza e la tenacia di lottare
contro un sistema mondiale malato
e quella speranza
che solo nella partecipazione consapevole
fonda le giuste radici.

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Carpe diem

Carpe diem (poesia inedita di Dascia Galli – 17 luglio 2012)

Ho visto attimi trasformarsi in anni
e secoli passare senza mutare nulla
nell’animo delle cose e delle persone.
Tutto pare di una staticità disarmante.
 
Mentre il cambiamento rincorso
sembra spostarsi avanti anni luce
in questa certezza d’immobilità
guardo questa vita
che mi scorre fra le dita
e mi sfugge dalle mani.
 
L’immagine dei miei abissi
sono foglie in volo,
un vortice di polvere e sassi,
che cadono nell’esatto punto
da cui sono partite.
 
Ah, se solo potessi dipingere
quel sogno surreale di
un gabbiano in volo
che non batte le ali
ma osserva sospeso e immobile
il mondo d’acqua  laggiù
specchio di un eden
che non c’è più.
 
E mentre questo mondo muore
l’essenza umana resta la stessa,
uno stagno d’acqua
ove solo si ode
il ripetuto cra-cra della rane.
 
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C’è qualcosa

C’è qualcosa… (poesia inedita di Dascia Galli – 3 luglio 2012)

 
 C’è qualcosa che resta
tra le pagine di questa vita
come se incollate l’un l’altra
occultano segreti irrisolti.
 
C’è qualcosa che passa
ai margini di questa via,
un fugace e caldo vento
ricordo di profumi d’estate.
 
C’è qualcosa nell’aria
che arriva vibrante
a scollare le pagine
di un diario del cuore
che fine non ha.
 
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Noi siamo anima

Noi siamo anima (poesia inedita di Dascia Galli, 12 maggio 2012)

Ti guardo zia,
mentre abbassi gli occhi
e mi sorridi dalla carrozzina
senza riconoscermi.
Una tristezza infinita
mi pervade il corpo
ed ogni membra sembra volere abbandonarmi
come ha fatto con te
mentre il pianto non vuole fermarsi.
 
Non riesco a non pensare come eri
e a come sei ora, o non sei più.
Cerco di reagire
ma riesco solo ad accarezzarti i capelli
mentre lacrime continuano a rigarmi il volto.
I ricordi si accavallano come onde del mare
e nel mare rivedo la tua forza di allora
e penso alla vita
di quanto sia breve anche quando è lunga.
 
Ma noi siamo anima
non materia.
E questo corpo che ci troviamo addosso
che non sappiamo come ci siamo capitati dentro
e da cui non sappiamo come ne usciremo
è comunque il miracolo della vita.
Vascello nei moti d’onda,
traghettatore d’anima
che unisce il mistero della nascita
all’angoscia e all’agonia di morte.
Ci accompagna impietoso
nel nostro viaggio su questo mondo,
passaggio dal sublime all’eterna polvere.
 
Ma noi siamo anima,
non materia,
e non temiamo Caronte
poiché l’anima non muore
ma aspetta solo un nuovo vascello.
 
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Il Tam-Tam del Tricolore

Il Tam-Tam del Tricolore (Poesia inedita di Dascia Galli – 1 maggio 2012)

Ah, questa amata Patria
volta a festeggiare
i 150 anni , ormai moribonda…
… mentre il rosso del tricolore
pare voglia ricordare
il sangue versato con onore
e per amore
di un’Unità
che vogliono farci dimenticare.
 
Così come il bianco
fulcro della nostra bandiera
che collega le nevi
dalle Alpi agli Appennini
lancia un grido di speranza
verso una libertà
che rincorsa da sempre
sembra non volersi accoccolare
su queste terre
così morbide e belle.
 
Ma finalmente una voce…
Pare un tam-tam,
un “cri-cri” in un prato di quadrifogli
verde
come il lembo più vicino all’asta,
ormai deturpato e calpestato
dall’insolenza di coloro
che si eleggono padroni
di una Padania che non esiste,
per un potere conferito
da un popolo impaurito
a causa di una Lupa
avida di ricchezza e malaffare.
 
È quella di un Grillo parlante
non in politichese,
svela le verità di Pinocchi falsamente sorridenti
davanti ai proiettori di un’Italia in ginocchio.
Un canto non satirico
che purtroppo oggi
solo i comici riescono a intonare
per un’Italia da rianimare.
 
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Ciao Lucio

Ciao Lucio

Una piccola stella
si è aggiunta al firmamento,
guarda!
Brilla lassù
unita al coro degli angeli
…lo chiamavano “Gesù bambino”
Ciao Lucio.

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Fili intrecciati amari

Fili intrecciati amari (poesia inedita 19 febbraio 2012)

Mi sono persa
in questi meandri di fili intrecciati amari,
vite che credevo fossero mie.
Per poi comprendere
che non mi appartengono affatto.
 
E tralasciare i nodi importanti
da sciogliere
da capire
da abbracciare con amore e per amore.
 
Potessi dare un senso a tutto questo
senza peccare di superficialità,
potessi avere la forza di tagliare
la ragione di questi istanti di angoscia
e cogliere solo il profumo
della tranquillità,
allora sarei felice.
 
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A come Avatar

A come Avatar (Poesia inedita di Dascia Galli  - 11 febbraio 2012)

A come Avatar
Immagini colorate,
come tucani e are macao
che volano alti
sopra la foresta di verdi alberi.
Mi ricordano gli icran di Pandora,
un’orgia di colori
in un film dal messaggio chiaro
…ma almeno lì la ragione
trovava la sua vittoria.
 
A come Amazzonia
brutalizzata e devastata
da un’economia bramosa di profitto.
Scarpe, divani in pelle
e carni in scatola dalle note marche
privano l’alfabeto mondiale
di vocali importanti
… tali da renderne l’urlo muto
con la forza di coloro
che sanno uccidere uomini
come animali e piante.
 
E quando l’afonia sarà globale
allora nelle nostre case di legno levigato
sui nostri comodi divani
ci avvolgeremo nei nostri capi di alta moda,
prodotti di un silenzioso
e non sempre inconsapevole
mercato mondiale,
e da quella pelle morta
respireremo l’odore dell’aria
che un tempo fu.
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A as Avatar 

A as Avatar
Colored images,
as toucans and scarlet macaws
flying high
above the forest of green trees.
I remember the icran of Pandora
a riot of color
a clear message from the movie
 but at least there
the reason was the winner.

A as Amazon
brutalized and devastated
by economy with greedy profit.
Footwear, leather sofas
and canned meat from known brands
deprive the Alphabet World
of important vowels
… so much to make the silent scream
with the force of those
who know how to kill men
as animals and plants.

And when the aphonia will be global
so in our houses of driftwood
on our comfortable sofas
we will roll up in our  high fashion clothes ,
products of a silent
and not always unconscious
world market,
and from that dead skin
we’ll breathe the smell of the air
that once was.

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